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La Costa Jonica

Pisticci

 
Costa Jonica
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Il borgo di Pisticci rappresenta una delle porte d’accesso a un’altra delle meraviglie naturalistiche della regione Basilicata, i Calanchi.

DIRUPO E CASEDDE

Su uno dei tanti precipizi argillosi, sorge il cosiddetto quartiere “Dirupo” costruito rispettando la volontà della popolazione di non abbandonare il paese per trasferirsi in una zona più sicura, dopo una gigantesca frana che nel 1688 divise praticamente in due l’antico centro abitato, metà del quale fu trascinato a valle e inghiottito dallo smottamento.
Si tratta di una piccola rarità urbanistica con le sue lunghe file di piccole case bianche a un piano, le cosiddette “Casedde”, tutte allineate all’ombra della Terra Vecchia, la parte alta più antica della città che si sviluppa intorno al castello medievale.

CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO

L’interno della Chiesa è impreziosito da decorazioni cinque – seicentesche e da diversi dipinti del ‘700.
Dipinti di Andrea Vaccaro e Giovanni Tommaso Guarini si trovano nella seicentesca Chiesa di Sant’Antonio.

PETROLLA

Nelle campagne fra Montalbano Jonico e Pisticci si trova un luogo davvero singolare conosciuto con il nome di Petrolla che nel gergo locale significa “piccola grande pietra”.
E ’un forte affioramento calcareo dovuto a forti spinte tettoniche.
Uno sperone roccioso che sembra inspiegabilmente uscire dal terreno argilloso e che a vederlo sembrerebbe un gigantesco frammento di meteorite piombato in quell’area dallo spazio.
Alla sommità della roccia, usata in passato come rifugio dai Briganti, i resti di un antico fortino.
Tutto intorno altri massi, più piccoli, conficcati nel terreno, quasi fossero schegge di una grande esplosione avvenuta in tempi lontani.

ARCHEOLOGIA

Il circondario pisticcese è anche un ricchissimo scrigno per quel che riguarda l’archeologia classica, infatti, sono venuti alla luce molti reperti che testimoniano una fiorente attività artigianale locale nella lavorazione della ceramica a partire dal VII secolo a.C., oggi custoditi nei musei regionali ma anche all’estero.
Al British Museum di Londra, per esempio, sono esposti alcuni straordinari vasi realizzati dal ceramografo italiota rimasto noto nella storia con il nome Pittore di Pisticci (V secolo a.C.), il primo a utilizzare nelle colonie della Magna Grecia la pittura a figure rosse per la decorazione dei vasi.

 
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